(by Dott.ssa Maria Lucia Amoroso)

 

Cenni storici sulla Corsia Sistina

La Corsia Sistina (lunga 120 metri, larga 12 ed alta 13,30), fatta costruire da Papa Sisto IV sui resti dell'Ospedale Innocenziano secondo criteri di razionalità non disgiunti da fastosità, è divisa da un maestoso tiburio in due ambienti detti Braccio di Sotto e Braccio di Sopra, denominati nella seconda metà dell'800 Sala Baglivi e Sala Lancisi, dal nome dei due illustri medici che vi operarono.

Il Tiburio, che ha funzione di perno e collegamento delle due sale, è diviso all'esterno in due ordini: in quello superiore possiamo ammirare delle magnifiche finestre bifore e trifore attribuite all'architetto parmense Giovanni Pietro Ghirarducci. La soluzione decorativa interna è invece costituita da nicchie a conchiglia contenenti le statue degli apostoli e da sottarchi a botte cassettonati che ne suggeriscono l'attribuzione ad un artista di natura classicheggiante: Giovannino de' Dolci.

Al centro del tiburio possiamo ammirare uno splendido altare che sembrerebbe essere l'unica opera romana realizzata dal Palladio. Lateralmente ad esso era posto un organo il cui suono allietava gli ammalati durante il giorno.

Nel protiro del tiburio si apre uno dei due ingressi principali dell'antico nosocomio Sistino attraverso un duplice portale, di cui quello interno, detto del paradiso, viene attribuito ad Andrea Bregno.

Accanto al Portale del Bregno troviamo la famosa ruota degli esposti ove venivano abbandonati dalle loro madri bimbi ancora in fasce, accolti e cresciuti poi dall'istituzione di Santo Spirito.

L'altro ingresso dell'Ospedale, riprodotto dal Botticelli in un affresco della Cappella Sistina, è preceduto da un ampio porticato ad arcate su pilastri ottagoni, e viene ricordato dal Vasari quale opera di Baccio Pontelli, come d'altra parte tutta la vastissima realizzazione edilizia che rappresenta una delle più notevoli del periodo rinascimentale.

A Papa Sisto IV si devono anche i magnifici affreschi apprezzabili sulle pareti della intera Corsia Sistina.                    Questi, posizionati all'altezza delle finestre, e le cui iscrizioni storiche sono attribuite al Platina, rievocano la costruzione dell'Ospedale, le benemerenze di Papa Innocenzo III, nonché la biografia dello stesso Sisto IV, dalla nascita al pontificato.

 

 

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